mercoledì 15 dicembre 2010

Tumore polmonare: nuove speranze da un farmaco sperimentale

Pubblicato da Patrizia Frattini


Tumore polmonare: nuove speranze da un farmaco sperimentale

I risultati dello studio LUX-Lung 1 suggeriscono che il farmaco sperimentale di Boehringer Ingelheim abbia un beneficio clinico nei pazienti che abbiano una maggiore probabilità di esprimere la mutazione di EGFR.

Nuovi dati dimostrano che afatinib (BIBW 2992), un farmaco sperimentale la cui sicurezza ed efficacia non sono state ancora pienamente stabilite, aumenta in maniera significativa la sopravvivenza libera da malattia, ovvero il periodo che intercorre prima che il tumore riprenda a svilupparsi, di quattro volte (4.4 mesi rispetto a 1 mese con placebo) in pazienti con tumore polmonare, che abbiano una maggiore probabilità di esprimere una mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Inoltre, questo sottogruppo di pazienti ha mostrato una tendenza verso una maggiore sopravvivenza complessiva. I risultati presentati in precedenza, che avevano indicato il mancato raggiungimento degli endpoint di sopravvivenza complessiva nella popolazione dello studio, possono essere stati falsati dalle successive terapie che si sono protratte nel tempo.

La nuova analisi post-hoc aggiornata sul farmaco sperimentale di Boehringer Ingelheim, afatinib, si riferisce allo studio clinico LUX-Lung 1 di fase fase IIb/IIIl, e verrà presentata in occasione del simposio multidisciplinare di oncologia toracica (Multidisciplinary Symposium in Thoracic Oncology) di Chicago.

Lo studio LUX-Lung 1 ha valutato afatinib rispetto a placebo in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in progressione dopo una o due linee di chemioterapia e un inibitore di tirosin-chinasi EGFR di prima generazione, gefitinib o erlotinib. Il sottogruppo al quale si riferiscono i risultati dell’analisi comprende due terzi della totalità dei pazienti inclusi nello studio (391/585) che presentona una maggiore probabilità di mutazioni di EGFR, come stabilito dai criteri clinici basati sulla loro risposta e sulla durata della precedente terapia con inibitori di tirosin-chinasi di EGFR.

Questi ultimi risultati sono un aggiornamento rispetto a quelli iniziali dello studio clinico LUX-Lung 1 presentati recentemente in occasione del Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) tenutosi a Milano.

Continuiamo a essere incoraggiati dai risultati di questo studio, muovendoci verso terapie personalizzate” ha dichiarato Vincent A. Miller, M.D., Sperimentatore coordinatore internazionale dello studio, Oncologo presso il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, USA. “Questi dati non solo dimostrano l’attività di afatinib, ma suggeriscono che un certo sottogruppo di pazienti – quelli con maggiore probabilità di mutazioni di EGFR – potrebbe rispondere in maniera più marcata ad afatinib.

Afatinib è un farmaco sperimentale per somministrazione orale che inibisce in maniera irreversibile le tirosin-chinasi sia del recettore EGFR che del recettore epidermico umano 2 (HER2), in fase di sviluppo nella terapia di diversi tumori solidi fra cui il tumore polmonare non a piccole cellule, il carcinoma mammario e il tumore della testa e del collo.

Nell’ambito del programma di studi clinici LUX di Boehringer Ingelheim, è stato avviato uno studio denominato LUX-Lung 3 che indagherà afatinib come terapia di prima linea in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato con mutazioni di EGFR.

Fonte immagine: Trc-canada.com

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