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		<title>Farmacisti ospedalieri: &#8220;No al rinvio norme di buona preprazione dei radiofarmaci&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 13:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appello della SIFO al Ministro della Salute Ferruccio Fazio. È la terza proroga dal 2008 ad oggi. Sostegno alle Regioni per un percorso più rapido che consenta una corretta applicazione dei preparati di medicina nucleare. “Esprimiamo viva preoccupazione per l’ennesimo slittamento dell’entrata in vigore delle ‘Norme di Buona Preparazione dei Radiofarmaci per Medicina Nucleare’ (NBP-RF). [...]


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<p><em><strong>Appello della SIFO al Ministro della Salute Ferruccio Fazio. È la terza proroga dal 2008 ad oggi. Sostegno alle Regioni per un percorso più rapido che consenta una corretta applicazione dei preparati di medicina nucleare.<br />
</strong></em><br />
<em>“Esprimiamo viva preoccupazione per l’ennesimo slittamento dell’entrata in vigore delle ‘<strong>Norme di Buona Preparazione dei Radiofarmaci per Medicina Nucleare</strong>’ (NBP-RF). Si tratta di medicinali utilizzati sia in diagnostica sia in terapia, spesso nel caso di patologie importanti come quelle tumorali”. </em></p>
<p><span id="more-1709"></span></p>
<p>La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (<strong>SIFO</strong>) si rivolge direttamente alle <strong>Istituzioni</strong> e alla <strong>Conferenza Stato-Regioni</strong>.<em> “Tali norme -</em> spiega la dott.ssa <strong>Laura Fabrizio</strong>, Presidente SIFO &#8211; <em>sarebbero dovute diventare operative il 30 giugno 2010 anche se erano state emanate in Gazzetta Ufficiale già nel 2005 con la prospettiva di entrare in vigore ad<strong> agosto 2008</strong>.</em></p>
<p>L’obiettivo era<strong> allineare la gestione dei radiofarmaci </strong>alla<strong> normativa internazionale</strong>. Ma per la terza volta viene approntato un <strong>Decreto di proroga </strong>che ne rimanda l’applicazione a <strong>luglio 2011.</strong> &#8220;<em>L’ennesimo rinvio </em>– continua <strong>Laura Fabrizio</strong> &#8211; <em>sottolinea la difficoltà della<strong> Medicina Nucleare </strong>di mettere a norma le proprie strutture ed uniformarsi agli standard di qualità Europei.</em></p>
<p>&#8220;<em>Ci chiediamo come ciò sia possibile dal momento che esistono altri <strong>medicinali</strong>, ad esempio specifich<strong>e preparazioni iniettabili </strong>preparate al bisogno sotto il controllo e la responsabilità del <strong>farmacista ospedaliero</strong>, sottoposti ad analoga rigorosa <strong>normativa farmaceutica </strong>che fortunatamente viene sistematicamente rispettata. Temiamo fortemente che l’eccessivo protrarsi di tale situazione nell’ambito dei radiofarmaci, potrà avere<strong> ricadute negative sulla sicurezza  dei pazienti </strong>e degli operatori sanitari, esponendoli a seri rischi”.</em></p>
<p>La particolare natura dei <strong>radiofarmaci</strong> implica l’osservanza di <strong>specifiche procedure ospedaliere.</strong><em> “L’applicazione delle norme</em> – prosegue <strong>Laura Fabrizio </strong>- c<em>ostituisce l’unico strumento per garantire che tutte le operazioni di preparazione e manipolazione dei radiofarmaci avvengano nel rispetto di un sistema di assicurazione della qualità efficiente, controllato e documentato a garanzia della sicurezza del paziente e dell&#8217;efficacia e qualità del prodotto”.</em></p>
<p>Fonte immagine: Pharmastar.it</p>


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		<title>Dal 1° luglio il farmacista affiancherà il medico in corsia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 1° luglio parte la prima sperimentazione nazionale promossa da Ministero, SIFO e FOFI . Ridotti del 30% gli errori di terapia e del 40% la spesa Risparmiare il 40% della spesa per medicinali e ausili terapeutici negli ospedali italiani. Un obiettivo ambizioso ma che si può raggiungere  con l’impiego dei farmacisti di dipartimento che [...]


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<p><em><strong>Il 1° luglio parte la prima sperimentazione nazionale promossa da Ministero, SIFO e FOFI . Ridotti del 30% gli errori di terapia e del 40% la spesa</strong></em></p>
<p><strong>Risparmiare il 40%</strong> della spesa per medicinali e ausili terapeutici negli ospedali italiani. Un obiettivo ambizioso ma che si può raggiungere  con l’impiego dei farmacisti di dipartimento che<strong> lavorano in corsia</strong> a stretto contatto con il <strong>medico </strong>e permettono una<strong> gestione più oculata del farmaco</strong> nei nosocomi italiani, abbattendo inoltre del <strong>30%</strong> le possibilità di errori come gli scambi delle medicine tra un paziente e l’altro.</p>
<p><span id="more-1701"></span></p>
<p>Dati sorprendenti ma reali, che si basano su risultati già registrati in alcuni o<strong>spedali italiani</strong>. Perciò il <strong>Ministero della Salute,</strong> dipartimento della Qualità, in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la European Association of Hospital Pharmacists (EAHP), ha avviato il progetto ‘<strong>Farmacista di Dipartimento</strong>’.</p>
<p>La prima fase, dedicata alla <strong>formazione</strong>, si è svolta a <strong>Roma </strong>presso il Ministero e si è appena conclusa.  Dal primo luglio partirà la<strong> sperimentazione sul campo</strong>. Dieci farmacisti sono pronti a scendere in corsia alle Molinette di Torino, all’Istituto Oncologico Veneto di Padova, agli Ospedali Riuniti di Ancona, all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari e all’Ospedale San Vincenzo di Taormina (Me).</p>
<p>La <strong>sperimentazione</strong>, prima nel suo genere in Italia, si concluderà a <strong>marzo 2011</strong> con una giornata di presentazione del documento di indirizzo che illustrerà il modello di riferimento per avviare l’introduzione del <strong>Farmacista di Dipartimento </strong>nelle Strutture sanitarie italiane.</p>
<p><em>“In molte realtà internazionali, quali gli Stati Uniti, la figura del <strong>farmacista </strong>in corsia è già da anni una realtà consolidata </em>- spieg<strong>a Laura Fabrizio</strong>, Presidente SIFO &#8211; <em>ma il modello assistenziale ed organizzativo della sanità pubblica del nostro Paese è molto differente. E’ necessario, quindi, individuare un modello condiviso, applicabile nella realtà italiana, facendo tesoro anche di alcune esperienze significative che già si sono sviluppate in Italia. Il Programma Ministeriale prevede di testare il modello in ambito oncologico. In seguito, il nostro compito sarà quello di implementare questa figura in altre strutture italiane e in altri processi, ad esempio in Medicina, Nefrologia, Pediatria, Terapia intensiva, ecc&#8230; Duplice lo scopo: ridurre gli errori di terapia e migliorare la qualità delle prestazioni in un’ottica di governo clinico”.</em></p>


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		<title>Farmaci, i prezzi industriali in Italia sono i più bassi in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 15:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio Cergas Bocconi i prezzi industriali dei farmaci con obbligo di prescrizione in Italia sono inferiori a quelli dei paesi principali Ue mediamente del 20% Per i farmaci con obbligo di prescrizione i prezzi di vendita da parte dell’industria sono minori in Italia, rispetto ai principali paesi Ue, dal 5 al 53%, con [...]


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<p><em><strong>Secondo uno studio Cergas Bocconi i prezzi industriali dei farmaci con obbligo di prescrizione in Italia sono inferiori a quelli dei paesi principali Ue mediamente del 20%<br />
</strong></em><br />
Per i farmaci con obbligo di prescrizione i <strong>prezzi di vendita</strong> da parte dell’industria sono minori in Italia, rispetto ai principali paesi Ue,<strong> dal 5 al 53%</strong>, con una media del <strong>20%</strong>, ponderando le differenze con la struttura dei consumi in Italia, e lo scarto è ancora maggiore per quelli coperti da brevetto.</p>
<p><span id="more-1698"></span></p>
<p>Ad illustrarlo è un confronto svolto dal <strong>Cergas Bocconi (</strong>Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale) tra i<strong> prezzi industriali dei farmaci</strong> nel 2009 in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Spagna, Regno Unito e Svezia, ovvero l’80% del mercato dell’Unione europea. Il confronto ha riguardato i farmaci dispensati nelle farmacie.</p>
<p>La prima evidenza dal confronto internazionale basato sulle prime <strong>200 molecole in Italia</strong> (il 92% del mercato per farmaci con prescrizione) è che sulla totalità del campione di farmaci l’Italia presenta prezzi industriali più bassi di tutti gli altri paesi, con i prezzi in <strong>Francia</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Svezia</strong> e <strong>Austria</strong> superiori del<strong> 12-18% </strong>e in <strong>Germania</strong> del <strong>34%</strong>.</p>
<p><em>“Si tratta di un risultato che conferma nella sostanza nostre precedenti rilevazioni e uno studio bilaterale svolto <strong>dal Department of Health inglese”</strong>, </em>spiega il coordinatore della ricerca Claudio Jommi, responsabile dell’<strong>Osservatorio Farmaci del Cergas</strong> e professore associato presso l’<strong>Università del Piemonte Orientale,</strong> <em>“e che evidenzia come la leva prezzo stia ancora agendo come principale fattore di contenimento della spesa farmaceutica”.</em></p>
<p>Tale risultato viene sistematicamente confermato (ovvero indipendentemente dagli indici di prezzo utilizzati e dal fatto che si prendano in considerazione le prime <strong>200 molecole </strong>in Italia o quelle comuni tra le prime 200 in Italia ed il paese di confronto) per i farmaci coperti da brevetto.</p>
<p>Per i <strong>farmaci non coperti da brevetto</strong>, l’analisi mostra che facendo riferimento alla situazione dei consumi in Italia, il livello dei prezzi è inferiore a quello della maggioranza dei Paesi. Considerando le<strong> molecole comuni </strong>tra le prime 200 in Italia e le prime 200 nei paesi di confronto l’Italia presenta prezzi più alti solo rispetto a Svezia, Spagna e Regno Unito.</p>
<p><em>“Anche nel comparto dei<strong> farmaci fuori brevetto</strong>, l’<strong>Italia</strong> comincia ad avere prezzi inferiori a quelli degli altri paesi, per effetto della sempre più estesa genericazione delle molecole e del<strong> taglio prezzi</strong> che ha riguardato questi prodotti. Il dato comunque più chiaro ed eclatante è quello sui prodotti venduti sul territorio e coperti da<strong> brevetto</strong>”,</em> conclude <strong>Jommi</strong>.</p>


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		<title>Farmaciste in ospedale: 8 dirigenti su 10 sono donne</title>
		<link>http://befarmacista.it/1694/farmaciste-in-ospedale-8-dirigenti-su-10-sono-donne/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le quote rosa in questo settore del sistema sanitario si attestano a livelli più che doppi rispetto a quelli dei medici e di altre figure direttive nei nosocomi italiani La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) plaude alle iniziative annunciate in questi giorni dal sottosegretario alla salute Francesca [...]


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<p><em><strong>Le quote rosa in questo settore del sistema sanitario si attestano a livelli  più che doppi rispetto a quelli dei medici e di altre figure direttive nei nosocomi italiani</strong></em></p>
<p>La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) plaude alle iniziative annunciate in questi giorni dal sottosegretario alla salute <strong>Francesca Martini</strong> dirette a facilitare l’accesso delle <strong>donne</strong> a posizioni apicali nell’ambito del <strong>Sistema sanitario nazionale </strong>(Ssn).</p>
<p><span id="more-1694"></span></p>
<p><em>“I farmacisti ospedalieri rappresentano già un’eccezione nel Ssn –</em> afferma <strong>Laura Fabrizio</strong>, una delle poche donne presidente di una società scientifica italiana, la SIFO &#8211; <em>la maggior parte infatti, così come del resto i soci dell’associazione che rappresento, sono donne. Rispetto alla media nazionale del Ssn in cui, come riportato dal sottosegretario Martini, solo il 35% delle donne ha un ruolo di dirigente e un 10% ricopre incarichi apicali, il <strong>77% dei farmacisti </strong>dirigenti degli ospedali e delle Asl <strong>sono donne</strong> e le stesse ricoprono circa il <strong>60% </strong>degli incarichi apicali. Oggi appare necessario prevedere delle forme contrattualistiche e di organizzazione  del lavoro che tengano conto delle esigenze specifiche delle donne. Per questo riteniamo di poter dare il nostro contributo di esperienza per far sì che le quote rosa si amplifichino anche nel settore <strong>medico</strong>, raggiungendo quelli standard che, specie nei paesi del <strong>Nord Europa</strong>, sono ormai consolidati.”</em></p>
<p><em>“Offriamo tutta la nostra <strong>collaborazione</strong> </em>– prosegue la <strong>Fabrizio</strong> &#8211; <em>affinché l’indagine conoscitiva avviata dal <strong>Ministero</strong> sulle donne in sanità giunga a conclusioni in grado poi di segnare una svolta nella<strong> assegnazione degli incarichi dirigenziali</strong>, ancora evidentemente basata, almeno in parte, su un criterio che non dovrebbe condizionare, se non per particolari ruoli, la valutazione e la scelta del personale”.</em></p>
<p>Nonostante tutti gli sforzi diretti a conquistare la parità professionale, le donne sono ancora meno presenti nelle posizioni che contano nell’ambito del <strong>sistema sanitario e</strong> delle società scientifiche stesse, e ciò potrebbe incidere anche nel campo della <strong>farmacologia</strong> e nella <strong>clinica</strong>.</p>
<p><em>“Molto andrebbe fatto ad esempio nella preparazione di <strong>medicinali</strong> tarati ‘<strong>ad hoc</strong>’ per le donne </em>– aggiunge la <strong>Fabrizio</strong> -<em> oltre che sul fronte de<strong>i trial clinici,</strong> della sicurezza delle terapie e della rilevazione degli effetti collaterali. Tutti fattori che come farmacisti operanti negli ospedali e nelle corsie ci vedono impegnati ogni giorno per far sì che le donne ricevano trattamento adeguati e di qualità.  Crediamo infine che il convegno sulla femminilizzazione del Ssn, annunciato dal <strong>Ministero</strong> per il prossimo ottobre, rappresenti un’occasione unica per dare rilievo a tali questioni e rilanciare con forza il ruolo primario delle <strong>donne</strong> nell’ambito del<strong> sistema sanitario italiano</strong>”.</em></p>
<p>Fonte immagine: <em>Rphprnusa.com</em></p>


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		<title>&#8220;L’innovazione nella ricerca sui nuovi farmaci&#8221;: evento internazionale presso il Campus IFOM-IEO</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi & Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[campus IFOM IEO]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci molecolari]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovi programmi di interazione tra centri di ricerca e industria per far fronte al crescente bisogno di farmaci nuovi e più efficaci: questo il tema al centro del meeting scientifico internazionale  in programma domani al Campus IFOM-IEO. La ricerca di base sulle malattie e sui meccanismi che le generano viene effettuata tradizionalmente da organismi e [...]


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<p><em><strong>Nuovi programmi di interazione tra centri di ricerca e industria per far fronte al crescente bisogno di farmaci nuovi e più efficaci: questo il tema al centro del meeting scientifico internazionale  in programma domani al Campus IFOM-IEO.</strong></em></p>
<p>La ricerca di base sulle malattie e sui meccanismi che le generano viene effettuata tradizionalmente da organismi e centri universitari, mentre le sue applicazioni su nuovi farmaci è sempre stata di competenza dell’industria farmaceutica.</p>
<p><span id="more-1687"></span></p>
<p>Negli ultimi anni la domanda di<strong> farmaci molecolari</strong> basati sulla conoscenza dei meccanismi che danno origine alle malattie è cresciuta enormemente, mettendo in luce i limiti di questa separazione tra ricerca di base e ricerca applicata e creando le basi per nuove interazioni tra i centri accademici e l’industria farmaceutica.</p>
<p>In questo quadro si colloca il nuovo programma di <strong>Ricerca sui Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia</strong>, strettamente connesso con la ricerca di base sviluppata al<strong> Campus IEO-IFOM</strong>, e presentato al meeting di domani. Uno dei principali obiettivi del programma è stabilire collaborazioni con istituti pubblici e privati che hanno come missione la cura delle malattie.</p>
<p><em>“Il cancro rischia di diventare una malattia orfana”</em>, dichiara <strong>Pier Giuseppe Pelicci</strong>, promotore del meeting e Direttore dell’Dipartimento di Oncologia Sperimentale allo IEO: <em>“il processo di sperimentazione e produzione dei farmaci di nuova generazione è diventato talmente costoso e lungo che un numero sempre maggiore di molecole, che si rivelano efficaci in laboratorio, non arrivano al letto del malato e nessuno, per motivi diversi, se ne occupa più, né l’industria né i centri di ricerca. Tutto il mondo si sta chiedendo come risolvere questo impasse; al meeting di domani discuteremo la proposta dello IEO.”</em></p>


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		<title>La professionalità del farmacista ospedaliero garanzia di spesa qualificata e senza perdite</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per SIFO e SiNaFO non esistono “vaste aree di spreco” Improprie ed empiriche. La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e il Sindacato Nazionale Farmacisti Ospedalieri (SiNaFO) bollano così le recenti affermazioni su alcuni organi di stampa a proposito di “vaste aree di spreco” nella spesa farmaceutica ospedaliera [...]


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<p><em><strong>Per SIFO e SiNaFO non esistono “vaste aree di spreco”<br />
</strong></em><br />
<strong>Improprie ed empiriche</strong>. La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e il Sindacato Nazionale Farmacisti Ospedalieri (SiNaFO) bollano così le recenti affermazioni su alcuni organi di stampa a proposito di “<strong>vaste aree di spreco</strong>” nella<strong> spesa farmaceutica ospedaliera</strong> e in particolare riguardanti la loro non tracciabilità e lo sfondamento del tetto previsto.</p>
<p><span id="more-1683"></span><em>“In realtà</em> – afferma <strong>Laura Fabrizio</strong>, Presidente della <strong>SIFO</strong> – <em>il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera non è stato rispettato semplicemente perché è stato empiricamente abbassato senza tener conto che i farmaci realmente innovativi, e quindi a più alto costo, sono quasi totalmente quelli di esclusivo uso ospedaliero.</em> <em>Farmaci </em>– continua <strong>Laura Fabrizio</strong> <em>- utilizzati soprattutto per gravi patologie come cancro, malattie autoimmuni e infettive e che, in quanto innovativi, devono essere sottoposti a monitoraggio intensivo. Per questo, inoltre, il loro utilizzo in un contesto ospedaliero, piuttosto che nell’ambito territoriale, è garanzia della sicurezza del paziente”.</em></p>
<p><em>“Con l’obiettivo di assicurare la massima qualità possibile con le risorse realmente a disposizion</em>e – afferma <strong>Pietro Finocchiaro</strong> – Segretario Nazionale <strong>SIFO</strong> –,<em> la spesa farmaceutica in ambito ospedaliero è sempre attentamente controllata e monitorata dal farmacista delle Aziende Sanitarie, che coadiuva attivamente clinici e amministratori nell’ambito dell’appropriatezza e della razionalizzazione dei costi”. </em></p>
<p><em>“Non esistono le supposte  vaste aree di spreco</em> – ribadisce <strong>Giangiuseppe Console</strong>, Segretario Nazionale del <strong>SiNaFO</strong> -  <em>perché nelle Aziende Sanitarie, le farmacie ospedaliere attuano un costante monitoraggio delle terapie farmacologiche, soprattutto se costose e innovative, attraverso piani terapeutici, richieste motivate, applicazione di Linee guida e protocolli terapeutici, analisi di Health technology assessment (Hta), allestimento centralizzato di chemioterapici antiblastici ecc… Chi è a conoscenza di aree di spreco</em> – prosegue <strong>Console</strong> -, <em>soprattutto se riveste incarichi di responsabilità a livello nazionale, piuttosto che rilasciare generiche affermazioni, avrebbe il dovere di fare specifiche denunce perché le stesse siano rimosse”.</em></p>
<p>Il dirigente farmacista delle Aziende Sanitarie, inoltre, svolge un importante e qualificato apporto anche negli interventi per il contenimento della spesa territoriale relativi alla dispensazione dei farmaci attraverso le Farmacie di comunità, grazie sia ad un accurato controllo del rispetto della convenzione tra queste Farmacie, che erogano i farmaci ai cittadini e il Ssn che paga, sia all’apporto qualificato per una reale appropriatezza delle prescrizioni, sia alla promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti, e ad altre azioni.  Il contenimento della spesa farmaceutica territoriale deriva, quindi, da questi interventi,  non tanto dal canale di distribuzione.</p>
<p>Mentre si può ipotizzare che gli interessi manifestati da parte di <strong>associazioni dei farmacisti convenzionati</strong> verso i farmaci innovativi e costosi,  possano essere mossi, anche , dalla possibilità di crescita dei volumi di attività della farmacia convenzionata, nessuna attività commerciale o di lucro è legata alla professionalità dei farmacisti che operano nelle <strong>Aziende Sanitarie</strong> che da sempre offrono il loro apporto qualificato <strong>a vantaggio della collettività</strong> e nell’interesse della pubblica amministrazione  e non certo per motivi commerciali.</p>
<p><em>“Inoltre </em>– conclude <strong>Finocchiaro</strong> &#8211; <em>nell’ambito dei reparti, il farmacista ospedaliero collabora attivamente insieme ai clinici non solo per il contenimento della spesa ma anche per la sicurezza del paziente. Elementi che la SIFO e il SiNaFO perseguono con tutti i mezzi a loro disposizione”. </em></p>
<p>I <strong>farmacisti</strong> dirigenti ospedalieri e territoriali, pertanto, si sentono parte di una rete integrata di assistenza ospedale-territorio, ove è normale e giusto che convivano e si integrino le due forme di <strong>assistenza farmaceutica </strong>ospedaliera e territoriale e &#8211; come di consueto &#8211; sono pronti attraverso il loro operato professionale, a continuare a collaborare con tutti gli attori coinvolti per  qualificare sempre più la<strong> spesa farmaceutica</strong> sotto il profilo sia <strong>qualitativo</strong> sia  <strong>quantitativo</strong>, unicamente a vantaggio della collettività.</p>


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		<title>UE vieta anche in italia i farmaci contro l&#8217;obesità a base di Sibutramina</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Possono provocare infarti e ictus. Il Codacons invita l&#8217;Aifa a pubblicare i nomi dei medicinali contenenti Aibutramina e informare i cittadini L&#8217; Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato anche in Italia la vendita di farmaci contenenti Sibutramina. Si tratta di medicinali utilizzati per favorire la perdita di peso nei pazienti obesi e nei pazienti in [...]


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<p><em><strong>Possono provocare infarti e ictus. Il Codacons invita l&#8217;Aifa a pubblicare i nomi dei medicinali contenenti Aibutramina e informare i cittadini</strong></em></p>
<p>L&#8217; <strong>Agenzia Europea dei Medicinali </strong>ha <strong>vietato</strong> anche in Italia la vendita di farmaci contenenti <strong>Sibutramina.</strong> Si tratta di medicinali utilizzati per favorire la <strong>perdita di peso </strong>nei pazienti <strong>obesi</strong> e nei pazienti in <strong>sovrappeso</strong> che hanno anche altri fattori di rischio, come diabete di tipo 2 o dislipidemia. Lo rende noto il <strong>Codacons</strong>, nell&#8217;ambito del progetto sulla sanità avviato con l&#8217;agenzia AGI e denominato &#8220;<strong>Sentinelle della salute</strong>&#8220;.</p>
<p><span id="more-1679"></span>In base alle indagini condotte in sede comunitaria, è stato stabilito che i <strong>rischi</strong> di questi medicinali sono <strong>maggiori</strong> rispetto ai loro benefici, ed è stato raccomandato ai medici di<strong> non prescrivere più tali farmaci</strong> e ai farmacisti di non venderli. In particolare &#8211; spiega il <strong>Codacons</strong> &#8211; è stato rilevato un aumentato <strong>rischio di eventi cardiovascolari gravi</strong>, non fatali, come ictus o infarto, con <strong>Sibutramina</strong> rispetto al placebo.</p>
<p>Il problema però si pone nell&#8217;individuazione dei medicinali in vendita in Italia contenenti <strong>sibutramina</strong>. Stando alle indicazioni dell&#8217;Agenzia &#8211; prosegue l&#8217;associazione &#8211; i medicinali a base di sibutramina sono autorizzati negli Stati Membri dell&#8217; <strong>Unione Europea</strong> con i seguenti nomi commerciali: <em><strong>Afibon, Ectiva, Lindaxa, Meissa, Meridia, Minimacin, Minimectil, Obesan, Sibutral, Sibutril, Siluton, Sitrane, Redoxade, Reductil, Zelixa e Zelium.</strong></em></p>
<p><em>&#8220;Chiediamo all&#8217;<strong>Aifa</strong> di rendere pubblici i nomi dei farmaci vietati venduti in Italia </em>- afferma il Presidente Codacons, <strong>Carlo Rienzi </strong>- <em>e di avviare una campagna informativa per mettere al corrente i cittadini dei rischi connessi all&#8217;assunzione dei medicinali vietati, al fine di tutelare i soggetti obesi in cura con sibutramina&#8217;. </em></p>


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		<title>Nasce la farmacia cardiometabolica</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 16:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attività congiunta di medici e farmacisti può contribuire  a ridurre i fattori di rischio cardiovascolare e diminuire i costi sociali legati alle patologie cardiache. Uno studio del Cnr di Roma Il Servizio di prevenzione e protezione del Consiglio nazionale delle ricerche (Spp-Cnr) di Roma e la Società Strale, che si occupa di tecnologia applicata alla [...]


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<p><em><strong>L&#8217;attività congiunta di medici e farmacisti può contribuire  a ridurre i fattori di rischio cardiovascolare e diminuire i costi sociali legati alle patologie cardiache. Uno studio del Cnr di Roma</strong></em></p>
<p>Il Servizio di prevenzione e protezione del <strong>Consiglio nazionale delle ricerche</strong> (Spp-Cnr) di Roma e la <strong>Società Strale,</strong> che si occupa di tecnologia applicata alla Medicina, con la collaborazione di Roberto Adrower, farmacista, sta attuando uno studio di prevenzione dal titolo <strong>‘Farmacia cardiometabolica’</strong>, focalizzato sulla ricerca dei fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione afferente alle farmacie italiane.</p>
<p><span id="more-1676"></span><em>“Abbiamo sviluppato una cartella clinica computerizzata dove il farmacista immette i dati cardiometabolici: pressione arteriosa, indice di massa corporea, circonferenza addominale, glicemia, colesterolo totale e HDL, trigliceridi, fumo di sigaretta, frequenze alimentari”</em>, spiega<strong> Roberto Volpe</strong>, medico e ricercatore del Servizio di prevenzione e protezione del Cnr, responsabile dello studio<em>. “In base alle informazioni raccolte si calcola il rischio cardiovascolare a 10 anni; dopo di che  l’elaborato viene restituito alla farmacia con l’aggiunta di consigli dietetici ad hoc. Il soggetto è successivamente controllato a distanza e, ove necessario, indirizzato al proprio medico di famiglia”.</em></p>
<p>Uno <strong>studio</strong> pilota, appena iniziato,  ha monitorato circa  <strong>150 persone </strong>nelle regioni Lazio, Campania, Abruzzo e Calabria. <em>“L’importanza di tale modello, ben presto esteso a tutto il territorio nazionale”</em>, sostiene <strong>Roberto Adrower</strong>,<em> “consiste nell’indurre il soggetto a rischio cardiovascolare alla consapevolezza del proprio stato, con l’obiettivo di ridurre il rischio e con esso i costi sociali”. Il costo di un infarto acuto, infatti,  è quantificato in 7.000-8.000 euro annui, ai quali vanno sommati gli oneri dovuti all’invalidità e alla perdita di giornate lavorative. </em></p>
<p><em>“Il controllo della spesa sanitaria rappresenta una priorità delle economie nazionali e mondiali, resa più pressante dalle previsioni Ecofin che ipotizzano nelle decadi a venire un netto incremento, dovuto all’invecchiamento della popolazione e all’aumento dell’incidenza di malattie croniche quali diabete e obesità”</em>, precisa <strong>Volpe</strong>.</p>
<p><em>“Questi  fattori di rischio cardiovascolare, però,  insieme all’ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia e l’ipertensione arteriosa, sono tutti modificabili e quindi, possono essere prevenuti. Non si tratta di medicalizzare una popolazione sana, ma di selezionare i soggetti critici con l’obiettivo di migliorarne lo stile di vita generale. In tal senso, la farmacia cardiometabolica può rappresentare un bilanciamento corretto tra razionalizzazione e qualità del servizio sanitario garantito su tutto il territorio”.</em></p>
<p>La <strong>farmacia</strong>, come evidenzia uno studio della <strong>Scuola di Direzione Aziendale dell&#8217;Università Bocconi</strong>, già rappresenta un fondamentale presidio sanitario su strada, dove entrano circa tre milioni di persone al giorno. Un ruolo di supporto importante che la recente <strong>Legge 62/200</strong>9 prevede proprio come <strong>‘Farmacia dei Servizi’</strong> al fine di <em>“Realizzare campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale anche effettuando analisi di laboratorio di prima istanza”.</em></p>
<p><em>“Infine”,</em> conclude <strong>Volpe</strong>, <em>“la validità della nostra iniziativa viene confortata da uno studio recente pubblicato su Archives of Internal Medicine. La ricerca  ha riguardato oltre 400 pazienti con ipertensione non controllata, di età media di 58,3 anni. Dopo 6 mesi di follow-up, l&#8217;indice di aderenza alle linee guida nazionali nel  gruppo di pazienti assistiti anche dai farmacisti è aumentato del 55,4% rispetto all&#8217;8% dei pazienti senza assistenza. Inoltre, valori pressori nella norma sono stati registrati nel 63,9% dei pazienti nel gruppo di collaborazione e nel 29,9% di quelli nel gruppo controllo”.</em></p>


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		<title>L&#8217;industria farmaceutica a capitale italiano e lo sviluppo dell&#8217;Italia nel contesto della crisi internazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le aziende di Farmindustria presentano uno studio realizzato in collaborfazione con la fondazione Magna Carta per rilanciare il settore Come riporta il sito: www.bepiccoloimprenditore.it, si è svolto oggi in Assolombarda, alla presenza del Presidente di Assolombarda Alberto Meomartini, del Presidente di Farmindustria Sergio Dompé, dei rappresentanti delle aziende farmaceutiche italine: Abiogen, Alfa Wesserman, Angelini Bracco, [...]


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<p><em><strong>Le aziende di Farmindustria presentano uno studio realizzato in collaborfazione con la fondazione Magna Carta per rilanciare il settore</strong></em></p>
<p><em><strong><span id="more-1673"></span></strong></em>Come riporta il sito: <a title="BEpiccoloimprenditore" href="http://bepiccoloimrpenditore.it" target="_blank">www.bepiccoloimprenditore.it</a>, si è svolto oggi in <strong>Assolombarda</strong>, alla presenza del Presidente di Assolombarda <strong>Alberto Meomartini</strong>, del Presidente di Farmindustria <strong>Sergio Dompé</strong>, dei rappresentanti delle aziende farmaceutiche italine: <strong>Abiogen, Alfa Wesserman, Angelini Bracco, Chiesi, Dompé, Italfarmaco, Menarini, Recordati, Rottapharm Madaus, Sigma Tau</strong>, un incontro dedicato ai rappresentanti del mondo produttivo e delle Istituzioni con l&#8217;obiettivo di rendere pubbliche una serie di proposte che le aziende italiane di <strong>Farmindustria</strong> e la fondazione <strong>Magna Carta</strong> hanno messo a punto.</p>
<p>La farmaceutica italiana rappresenta una delle grandi risorse del nostro Paese. Il valore che questo comparto esprime lo si può valutare negli <strong>investimenti</strong> in ricerca, nell&#8217;<strong>export</strong>, nella catena virtuosa che genera attraverso l&#8217;indotto. Nonostante ciò, l&#8217;industria farmaceutica, in particolare quella nazionale, continua a subire un&#8217;erosione della propria capacità produttiva ed economica a causa degli interventi di vario genere varati dai <strong>Governi</strong> o dalla mancata o parziale attuazione di azioni di razionalizzazione della <strong>spesa per la salute.</strong></p>
<p>Con la fondazione <strong>Magna Carta </strong>le maggiori aziende farmaceutiche italiane hanno realizzato uno studio poi redatto in un volume dal titolo &#8220;<strong>Per lo sviluppo del settore farmaceutico in Italia</strong>&#8220;.</p>
<p>Scopo del documento, presentato lunedì in <strong>Assolombarda</strong> a Milano del corso di un dibattito moderato da <strong>Fabrizio Ferragni </strong>Vicedirettore Tg1, che ha coordinato gli interventi di <strong>Giovanni Recordati</strong> Presidente Recordati, <strong>Christine Bagnaro</strong> esperta di scienze della vita del Ministero del&#8217;Economia francese, <strong>Antonio Agostini,</strong> Direttore generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca Miur, <strong>Roberto Rettani</strong> Presidente gruppo Chimici Assolombarda, <strong>Tiziano Motti</strong> Europarlamentare commissione per il mercato interno e la difesa dei consumatori, è di offrire elementi di riflessione, specificare indicazioni e proposte per poter definire una piattaforma politico programmatica per favorire lo <strong>sviluppo delle Aziende Farmaceutiche</strong> operanti in Italia.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è migliorare le <strong>condizioni normative</strong> ed i mercato per consolidare gli elementi positivi dello scenario e superare la criticità, affinchè le <strong>Aziende Farmaceutiche</strong> italiane possano rimanere parte integrante e strutturale del sistema farmaceutico, offrendo condizioni per la stabilità e lo sviluppo medio-lungo periodo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1151" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2009/12/200912111346_267.jpg" alt="200912111346_267" width="340" height="198" /></p>
<p>Il Presidente di Farmindustria <strong>Sergio Dompé</strong>: <em>&#8220;Le imprese del farmaco dal 2001 ad oggi hanno dimostrato la capacità di eccellere a livello internazionale anche in un periodo di crisi economica e di forte trasformazione strutturale del settore. Il risultato di questo impegno è testimoniato dalla quoata di mercato estero che rappresenta, con circa 4,5 miliardi di euro, quasi il 60% del fatturato totale. Un dato che va letto insieme a quello dell&#8217;incremento di più di 3 miliardi di fatturato oltre confine, grazie all&#8217;aumento dell&#8217;export e a 35 acquisizioni. La realtà delle imprese farmaceutiche operanti in Italia si conferma quindi, in grado sia di contribuire alla crescita economica del Paese con export pari al 53% della produzione, sia di sviluppare innovazione con oltre 200 progetti di Ricerca. Continuare ad invesitre in futuro in presenza di condizione favorevoli e di prospettive di medio-lungo termine: solo così sarà possibile far crescere le imprese e il loro impegno in Italia, evitando che gli investimenti &#8220;emigrino&#8221; verso Paesi con contesti decisamente più incentivanti&#8221;.</em></p>


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		<title>Pandemia: la buona informazione è il farmaco migliore</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha costituito un gruppo che elaborerà le iniziative d&#8217;ìnformazione sull’influenza da virus A/H1N1. In un momento in cui i cittadini rischiano di essere frastornati da informazioni a volte contrastanti sull’influenza pandemica, è fondamentale per il farmacista, che è un punto di riferimento centrale del pubblico in fatto di [...]


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<p style="text-align: justify"><em><strong>La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha costituito un gruppo che elaborerà le iniziative d&#8217;ìnformazione sull’influenza da virus A/H1N1.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">In un momento in cui i cittadini rischiano di essere frastornati da informazioni a volte contrastanti sull’influenza pandemica, è fondamentale per il farmacista, che è un punto di riferimento centrale del pubblico in fatto di salute, poter contare su una formazione specifica di alto livello che gli permetta di informare correttamente chi si rivolge a lui.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1669"></span>Non si deve dimenticare che ogni giorno nelle farmacie italiane entrano tre milioni di persone” così Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro federale dedicato alla pandemia del virus A/H1N1.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo di lavoro, presieduto da Andrea Mandelli e coordinato da Franco Cantagalli, presidente dell’Ordine di Bologna, si avvarrà della collaborazione di Ernesto Cornaglia, presidente dell’Ordine di Cuneo, Giovanni Pisano, presidente dell’Ordine di Napoli, Antonio Mastroianni, direttore generale della Federazione, Flavio Lagona e Donatella Martucci, funzionari della Federazione. La supervisione scientifica è stata affidata a Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, uno dei principali esperti del settore.</p>
<p style="text-align: justify">Compito del gruppo di lavoro è coordinare e validare le iniziative e i materiali informativi sulla pandemia e sull’influenza stagionale prodotti dalla Federazione e dagli Ordini, valutando anche quali sono i bisogni sia degli iscritti sia dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo passo è la partenza dei corsi di formazione a distanza dedicati a questa tematica organizzati dalla Fondazione Cannavò con il patrocinio federale. Infatti, il 28 settembre sarà accessibile il corso, curato dallo stesso professor Pregliasco, dedicato all’influenza stagionale e alle malattie da raffreddamento, e il 1° ottobre sarà la volta di quello dedicato alla pandemia da virus H1N1, curato dal professor Giancarlo Icardi, del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Genova.</p>
<p style="text-align: justify">Ai corsi, gratuiti e validi ai fini ECM, si accede attraverso il <a title="Farmafad" href="http://www.farmafad.com" target="_blank">sito</a>. La Federazione ricorda che i corsi FAD (formazione a distanza) offrono la massima semplicità di fruizione: con l’ausilio di qualsiasi pc collegato a Internet è possibile seguire le lezioni in video e sottoporsi ai test di valutazione, senza vincoli di orario e di tempi.</p>
<p style="text-align: justify">“Il nostro impegno su questo fronte è completo” conclude Mandelli “perché in questa situazione la corretta informazione è il primo farmaco che dobbiamo dispensare”.</p>


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